domenica 29 luglio 2012

Da Vicenza ai Castelli di Romeo e Giulietta

Ulisse oggi fa proprio quello che il meteo aveva previsto. Noi però lo freghiamo dandoci appuntamento alle 6.15 AM per compiere la consueta uscita domenicale.
La meta sarà il Santuario di Monte Berico attraverso la dorsale Berica, poi vedremo di continuare se le temperature ce lo permetteranno. Il percorso è tutto su asfalto, abbastanza facile con pendenze non impegnative.
Partiamo quindi da Brendola passando per Perarolo, Arcugnano e raggiungendo il Santuario di Monte Berico in poco più di un'ora.

La temperatura è ancora gradevole quindi si decide di scendere a Vicenza e di proseguire per Sant'Agostino, Valmarana per poi arrivare ai Castelli di Romeo e Giulietta di Montecchio Maggiore. Il tragitto che ci ha portato a Valmarana ha qualche strappetto un pò impegnativo ma il panorama che è possibile ammirare sulla sommità vale la sudata.

Castello di Giulietta

Per raggiungere i castelli è prima necessario percorrere un paio di km sul pianeggiante ed attraversare Alte Ceccato e Montecchio Maggiore. Poi la strada si inerpica per la collina. Anche qui qualche strappo impegnativo ma per il resto la strada è abbastanza scorrevole.

Castello di Romeo

Troverete qui in fondo la traccia GPS del percorso che si snoda su strade promiscue per raggiungere i Castelli di Romeo e Giulietta dalla stazione dei treni di Vicenza. Non si tratta del percorso più breve, bensì del percorso che abbiamo disegnato noi oggi.

Scarica la traccia (tasto destro)


venerdì 27 luglio 2012

L'anello del Veneto

Anello del Veneto
L'Anello del Veneto è un percorso cicloturistico circolare attorno alle province di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso passando per la pedemontana e toccando le città più belle della regione.
Partendo da Venezia, s'imbocca la Ciclovia delle Isole della laguna, che attraversa le isole per giungere a Chioggia (Venezia). Visitato il centro storico, si prosegue lungo l'argine del Bacchiglione e si arriva fino agli stabilimenti termali più antichi d'Europa, le Terme Euganee (Padova). Da qui si può in poco tempo raggiungere il centro di Padova.

Seguendo ancora il Bacchiglione, si arriva a Vicenza e al suo centro storico Patrimonio dell'umanità. Dopo una sosta in città, si prende la direzione della pedemontana verso Marostica e Bassano del Grappa (Vicenza), la prima famosa per la partita a scacchi, la seconda per il Ponte degli Alpini del Palladio.
Si giunge poi ad Asolo (Treviso), uno dei ''Borghi più belli d'Italia'', mentre la vicina Maser (Treviso) ci offre Villa Barbaro, con i suoi preziosi affreschi del Veronese. Passando per Montebelluna (Treviso), la natura del Montello è a un passo, e poco dopo ci aspetta Treviso e il suo centro storico. Dalla capitale del radicchio rosso, sfruttando la ciclovia del GiraSile, lungo le rive del fiume omonimo si ritorna nuovamente in laguna.

Scarica gli itinerari 2-1, 2-2, 2-3, 2-4, 2-5, 2-6
Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto

lunedì 23 luglio 2012

Via del mare

Il lungo litorale veneto è caratterizzato da paesaggi in cui domina l'elemento ''acqua'': dagli scenari del Delta del Po alle valli da pesca, raggiungendo la Laguna di Venezia dopo aver attraversato le foci dei fiumi Adige e Brenta, e poi verso la parte orientale della costa, dove si attraversano i fiumi Sile, Piave, Livenza e infine Tagliamento.
L'itinerario parte dal centro storico di Rovigo. Da Rovigo ci si dirige verso Adria (Rovigo) e il Delta del Po, un'area popolata da numerose specie di uccelli acquatici.
Dal Delta del Po si risale poi verso Chioggia (Venezia), "la piccola Venezia". Si raggiunge poi il tratto di litorale rinomato per le lunghe spiagge di fine sabbia dolomitica e le verdi pinete, meta prediletta dei tanti turisti che ogni estate affollano i campeggi e le strutture alberghiere di Treporti, Cavallino, Jesolo, Eraclea Mare, Caorle. Dopo aver ammirato l'incantevole Santuario della Madonna dell'Angelo si riparte verso le tappe conclusive dell'itinerario, lungo piste ciclabili, per terminare una volta giunti al faro di Bibione, alla foce del Tagliamento.


Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto


domenica 22 luglio 2012

Lettera a Monti per un diritto ancora negato

 
Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.” Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” nota INAIL.
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito, cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente.

Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.
Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

Sito di riferimento per la campagna: Bici in itinere

Scarica e leggi il comunicato stampa

giovedì 12 luglio 2012

Una raccomandazione dall'Australia

Sidney
Una raccomandazione che arriva dall'Australia e precisamente da Sidney.
La campagna è rivolta ai ciclisti che utilizzano per svariati motivi la bicicletta di notte.
Per evitare di abbagliare ciclisti e altri utenti della strada che incrociamo, il faro anteriore deve essere rivolto a terra a una distanza di 10 metri.