venerdì 27 giugno 2014

7° ed ultimo giorno: Klek - Dubrovnik (Km 78)

Bellissimo il paesaggio, il panorama sul mare, con tutte le isole che si vedono, è straordinario.



Attraversiamo il piccolo pezzettino di territorio della  Bosnia dove per transitare si devono esibire i documenti. Un minimo lembo di terra bosniaca sul mare, saranno si e no una decina di km, che probabilmente sono costati devastazione e chissà cos’altro durante le guerre Yugoslave.




Poi di nuovo Croazia.




Ed eccoci verso le due del pomeriggio giungere a Dubrovnik e attraversare il vertiginoso ponte che collega i versanti dell’insenatura.



Alcuni dei nostri sono andati in fuga, e sono segnalati all’inizio del resoconto, noi siamo arrivati più tardi perché andiamo più piano di loro, ma la realtà è che ci siamo fermati a bere e mangiare. Comunque onore alle fughe “bidone” come si dice in gergo ciclistico. Quelle cioè che il gruppo lascia arrivare al traguardo senza tentare di riprendere i fuggitivi, come i nostri Toni, Eros, Giancarlo e, staccati, Franco e Toni C.
Dubrovnik è una città di turismo usa e getta, come Venezia, grandi navi in porto, orde di turisti, appunto, usa e getta che invadono letteralmente la città storica, si sente proprio l’odore dell’industria dei soldi, il turista va spennato fino all’ultimo cent, e difatti i prezzi qui, rispetto a tutto il resto della Croazia, sono decisamente alti.



Ed in effetti qui si fatica a trovare sistemazione, ci sono alberghi di lusso o camere (come quelle che abbiamo trovato noi) che lasciano alquanto a desiderare sotto tutti i punti di vista.
Comunque non bisogna formalizzarsi, la meta del nostro viaggi oè raggiunta xon successo, nessuna foratura, nessuna caduta o incidente di alcun genere, tutto è andato bene.
Nel pomeriggio arriva Paolo da Schio con il furgone che dovrà trasportare le bici a casa.



Ci concediamo un giorno di riposo (sabato 28 giugno) e domenica mattina alle ore 9.00 tutti in volo per Milano Malpensa.




Si rientra, anche questa è fatta.



Alla prossima!!!  Amici che pedalano!!!

giovedì 26 giugno 2014

6° giorno: Makarska – Klek (85 km)


La mattina alle 11.00 c’è il traghetto che ci porta a Makarska.
Si sente già odore di Dubrovnik. Il percorso è al solito Sali scendi, giungiamo nella cittadina di Ploce, che era in un primo tempo la meta di questa tappa, ci rendiamo conto che per fortuna il programma è cambiato, si tratta di una località assolutamente da sconsigliare. Ci dispiace per chi ci vive.



Va comunque detto che il paesaggio, per alcuni Km prima di arrivare a Ploce, è particolare: colline insenature, laghi interni, vegetazione fittissima e la strada che si snoda tra queste belle vedute.


Dopo Ploce, verso SUD, si apre una vasta pianura, il delta del fiume Neretva. L’unico percorso pianeggiante del viaggio, ma a dire la verità preferiamo le salite, qui non si può certo dire di avere un paesaggio attorno degno di ricordo.


Aggirato tutto il delta del fiume ricomincia (finalmente)la dura salita e dopo svariati sali scendi spacca gambe, arriviamo a Klek.
Località turistica che si trova a un paio di km prima del confine con la Bosnia.  L’impressione è che non ci sia qui un gran movimento nemmeno in alta stagione.


Troviamo sistemazione su dei bungalow, non molto accoglienti e qualcuno deve dormire sui divani.

Cena su un prefabbricato dove ci cucinano alcune cose discrete.


mercoledì 25 giugno 2014

5° giorno Primosten, Split, traghetto all’isola di Braz e suo attraversamento. (Km 105)

Il programma iniziale prevedeva di arrivare a Omis ma stamattina decidiamo di modificarlo. L’idea è quella di pedalare anche su un’altra isola. Dopo alcuni km arriviamo nella città di Trogir e la visitiamo, città meravigliosa.



Arriviamo successivamente a Spalato, dopo 65 km, che è un’altra splendida città che visitiamo (dopo Dubrovnik forse è la più bella della Croazia).




Ci imbarchiamo per l’isola di Brac, destinazione Sumartin, dall’altra parte dell’attracco in isola, sono 40 km, dei quali i primi 13 di salita secca che non molla mai (anche 9/10%), mentre dopo poi si viaggia velocemente sul crinale ed infine si scende. La competizione entra nel vivo.
In quest’isola ci siamo presi un bel acquazzone, l’unico di tutto il percorso, proprio sulle salite durissime a cui, naturalmente, sono seguite le discese ma, dato che il vento addirittura ci spostava le ruote delle bici, abbiamo usato prudenza.
Oggi comunque è stata una giornata emozionante, la visita di Trogir e di Spalato, il traghetto a Brac, il percorso sull’isola, l’arrivo a Sumartin, tutto molto bello.
Sistemazione in camere, alla buona, ci si arrangia, nessuno è schizzignoso.



Cena in un locale tipico in mezzo alla vegetazione, arrivati e rientrati con taxi.
Poi il bicchiere della staffa in un bar sul mare, l’unico aperto in paese, luogo da nottambuli con musica di Lady Gaga a palla. Si fa tardi, è ora di  andare a dormire.

La mattina alle 11.00 c’è il traghetto per Makarska, abbandoniamo la belissima isola di Brac mentre Sumartin (San Martino), che è un tranquillo paese di pescatori adagiato attorno alla bellissima baia, fa venire voglia di restare.


martedì 24 giugno 2014

4° Giorno Zadar - Primosten (106 km)

È martedì, la stanchezza pesa sulle gambe ma bisogna dire che il livello di forma risulta essere molto buono per tutti.

Sotto i nostri piedi l'Organo del mare a Zadar
Tappa lunga, con panorami sempre mozzafiato sulle isole e su un mare brillante, la giornata di pedale si chiuderà con 106 km percorsi.



Primosten merita la sosta. E’ un bel  paese sul mare, con tanti bar, ristoranti, negozi e allegria. Marco fa scorta di patatine per la partita di stasera.


Alloggiamo in un'intera casa tutta per noi e il parcheggio delle bici sembra un TETRIS.
Alle 18.00 c’è Italia Uruguay. Tifo indiavolato e rutto libero!


Ma si sa che mestamente la nazionale italiana verrà eliminata da una poco sportiva squadra, ma comunque una eliminazione meritata.



Cena al solito (appena sufficiente) in riva al mare.


Si dà il caso che ci sia anche una festa in paese, musica, balli, insomma tanta allegria come si diceva prima, e anche noi decidiamo di condividere quell’euforia con una bella bottiglia di torcibudella da 40° che ci scoliamo tutta.
La band sul palco suona anche brani dei Queen.



A letto un po’ alticci dopo aver acquistato e mangiato un’anguria.

NB: Quello rosa è un aggregato temporaneo!

lunedì 23 giugno 2014

3° Giorno Novalja - Zadar (Zara) (80 km)


Niente da scherzare, ci sono salite con punte del 9 – 10% per belle distanza.


Qui, e siamo al terzo giorno, iniziano le prevedibili scaramucce per stabilire la gerarchia del gruppo.
C’è sempre una retrovia che mantiene alto il motto degli amici che pedalano (l’importante è arrivare), ma in testa al gruppo si inizia ad attaccare.


Tuttavia, in questo giorno anche piuttosto caldo, verso l’una si decide la sosta sul mare per uno spuntino.
Pasta con le cozze (anche qui dove non può il cuoco può la fame), innaffiata da boccali traboccanti di birra. È la dieta del ciclista? Alla prossima!



Arriviamo a Zadar abbastanza veloci, qualcuno (il capitano) non tiene propriamente in asse la traiettoria della bici, sicuramente colpa della molta acqua bevuta a pranzo.


A Zadar ci sistemiamo in un carino, anche se angusto, hotel del centro storico, si cena senza lode e senza infamia in un locale dentro un giardino con il cuoco che sfornava le pietanze estraendole da un inquietante cubo di  ferro che sobbolliva e fumava come una locomotiva.


La sera in mezzo ad una festante folla ci siamo visti il match Croazia – Messico, vinto tre a zero dal Messico.
Delusione sulle facce dei croati, ma bisogna dire, anche molta consapevolezza dei limiti della loro squadra.


Nel contesto anche la visita alla città che è bellissima.

Da ricordare che è stata veneziana dal 1203 (anno della seconda crociata) fino al 1797, caduta della Repubblica.